CHE COS’È IL MICROBIOTA INTESTINALE?

SIAMO FATTI DI BATTERI

Al giorno d’oggi sempre più spesso sentiamo parlare di microbiota e microbioma, è necessario però fare un po’ di chiarezza sui due termini e spiegare in modo efficace cosa si intende quando si parla dell’uno e dell’altro. Il corpo umano è colonizzato da un gran numero di batteri: quelli che una volta venivano chiamati “microflora” e che oggi definiamo meglio come “microbiota”. Il termine “microbioma” si riferisce invece all’insieme dei geni dell’intero microbiota. Col termine microbiota quindi si intende la popolazione di batteri, funghi, virus e protisti che convivono con noi. Questa popolazione multivariegata e multistrutturata, è dotata di una propria autonomia anche se è in diretta e costante interazione con il nostro cervello. Ma mentre un tempo si pensava che fosse il cervello “nervoso” ad avere gerarchicamente il comando sul Microbiota, oggi non si è più sicuri di questo, tanto che l’appellativo di “primo cervello” è conteso tra queste due entità. Il microbiota dell’intestino è una presenza piuttosto evidente: comprende più di 1000 specie e pesa circa un Kg ed è talmente rilevante da essere considerato quasi un organo a parte: alcuni batteri quali Clostridium, Lactobacillus, Enterococcus vivono preferibilmente sulla superficie epiteliale, ovvero quelle cellule che costituiscono il rivestimento interno ed esterno dei tessuti nel corpo umano, e nello strato di muco, altri quali Bacteroides, Bifidobacterium, Streptococcus, Enterobacteriaceae preferiscono l’intestino. Anche se tutte le superfici mucose dell’organismo sono colonizzate dai batteri, l’intestino è senza dubbio il sito preferito e oltre il 70% di tutti i batteri si trova nel colon. L’organismo dell’essere umano perciò è al 90% composto da microbi, e solo per il 10% da cellule umane! 

PERCHÉ IL MICROBIOTA È COSÌ IMPORTANTE PER LA NOSTRA SALUTE?

Sostanzialmente perché svolge tantissime azioni, tutte molte importanti, come ad esempio istruire il nostro sistema immunitario a distinguere i microrganismi “amici” dai microrganismi “nemici”. Numerosi studi hanno confermato che durante le primissime fasi della nostra vita esiste quella che è stata definita dai ricercatori come “finestra di opportunità“, durante la quale i microorganismi che colonizzano le mucose fin dalla nascita impartiscono alle cellule immunitarie delle istruzioni fondamentali per i meccanismi di tolleranza e di difesa. Nei casi in cui il microbioma venga alterato, queste istruzioni mancano e aumentano i rischi di sviluppare malattie infiammatorie, asma e allergie. Ma non è tutto. I nostri commensali hanno altri compiti fondamentali, come la regolazione dell’assorbimento dei nutrienti, la sintesi della vitamina K e la degradazione di sostanze che, da soli, non riusciremmo a eliminare.
Se pensate che possa essere abbastanza continuate a leggere perché il meglio deve ancora venire. Sono sempre di più, infatti, gli studi che evidenziano una correlazione tra microbioma e attività cerebrale. Che esistesse una connessione tra intestino e cervello era ipotizzato già da tempo, ma la conoscenza sempre maggiore del microbioma umano sta svelando i dettagli di una comunicazione bidirezionale tra questi due comparti dove a fare da anello di congiunzione sono proprio i microbi che popolano il nostro sistema gastrointestinale. Da una parte, il cervello agisce sulle funzioni immunitarie dell’intestino, modulando la popolazione microbica che lo abita; dall’altra, il microbioma intestinale produce composti neuroattivi, come neurotrasmettitori e metaboliti che agiscono sul cervello.
Esistono studi che dimostrano addirittura una correlazione tra il microbiota intestinale e le capacità relazionali, l’ansia e la depressione. Si tratta per il momento di studi preliminari condotti solo sui topi, ma che confermano la profonda connessione che esiste tra noi e il nostro invisibile bagaglio di coinquilini.

Jonathan Eisen è professore alla University of California, dove studia l’habitat, l’evoluzione e la genomica della “nuvola” di microrganismi che vive con noi. È così convinto della sua importanza che lo slogan del suo laboratorio è “May the microbes be ever in your favor” (“Possano i microbi essere a tuo favore sempre”). Nel suo blog si occupa di monitorare le verità e le bugie dette sul microbioma. Questo suo intervento al TedMed 2012 è un ottimo punto di partenza per capire di cosa stiamo parlando e del perché i microbi che ci popolano stanno diventando sempre più “appetibili” per la ricerca e la medicina.

 

Fonti:

Microbi e microbiota
Microbiota e microbioma: di cosa si tratta?
Il microbiota, un esercito invisibile che influenza la nostra salute