INTESTINO E PELLE: QUAL È LA CORRELAZIONE?

Intestino e pelle sono tra di loro intimamente collegati. Essi infatti appartengono al gruppo dei cosiddetti “organi emuntori”. Gli “organi emuntori” (dall’omonimo termine latino che significa “prosciugare”, “drenare”) sono deputati all’eliminazione delle sostanze di rifiuto (che diverrebbero tossiche qualora si accumulassero all’interno dell’organismo). Gli organi emuntori comprendono oltre all’intestino e alla pelle: fegato, polmoni, reni e vasi linfatici. Ciascuno di essi è, per il ruolo che svolgono all’interno dell’organismo, strettamente connesso agli altri. Il mal funzionamento di uno solo di questi organi perciò quasi sempre finisce poi a carico di uno (o più) degli altri organi emuntori. Se l’intestino, per cause alimentari o di stress, non è in condizioni di poter lavorare al meglio ed espellere la giusta quantità di tossine residue, le alterazioni si riflettono quasi subito sulla superficie cutanea.

PERCHÉ SE SI AMMALA L’INTESTINO LA PELLE NE RISENTE?

A tale proposito apriamo un capitolo riguardante la salute del nostro intestino che è davvero fondamentale, e che approfondiremo nel prossimo articolo. Si tratta della sindrome dell’intestino permeabile (leaky gut in inglese= letteralmente “intestino gocciolante”). Un termine medico, questo, che significa che il rivestimento intestinale, a  causa di un’alimentazione sbagliata protratta nel tempo, sviluppa dei ‘fori’ che si rendono più difficile il controllo di ciò che può circolare nel flusso sanguigno. In pratica le molecole di cibo più grandi del dovuto (i cosiddetti antinutrienti), quelle non digerite, così come anche altre cose “cattive” (funghi, batteri, virus, tossine e tutte le altre forme di scarto), che il vostro corpo normalmente non consente di fluire liberamente nel flusso sanguigno, superano la barriera intestinale perforata e circolano facendo danni. Questo a sua volta porta ad una diminuzione di peptidi antimicrobici prodotti dalla pelle e a un aumento della gravità dell’infezione e infiammazione della stessa. Il microbiota intestinale inoltre ha influenza sui lipidi e profili di acidi grassi del tessuto epidermico, la produzione di sebo e la composizione in acidi grassi del sebo. Questo è stato dimostrato anche da uno studio russo, che ha rilevato che il 54% dei pazienti con acne hanno alterazioni significative del microbiota intestinale. Un altro studio cinese condotto su pazienti con dermatite seborroica ha evidenziato sostanziali cambiamenti nel microbiota degli stessi. Infine anche l’acidosi che potenzialmente si può sviluppare nell’apparato intestinale, sempre a causa di un’alimentazione errata, ha ripercussioni negative a livello dell’apparato epidermico. La sindrome da intestino permeabile infine, così come permette l’ingresso nel sangue di antinutrienti che in un contesto di un un intestino sano invece dovrebbero restare semplice materiale di scarto, allo stesso modo crea nel tempo un’incapacità di assorbimento adeguato dei nutrienti, con conseguenti carenze vitaminiche che vanno a carico di tutto l’organismo, inclusa la pelle.

COME MANTENERE L’EQUILIBRIO INTESTINALE CON L’ALIMENTAZIONE?

A questo specifico proposito, ben consapevole di dover affrontare un argomento purtroppo oggi giorno ancora molto controverso, nell’esporvi quanto segue mi avvalgo oltre che dei miei studi, anche della mia esperienza personale; con la premessa che probabilmente questo sarà uno degli argomenti al quale maggiormente in futuro darò spazio per ulteriori approfondimenti.

Madre Natura, creatrice di vita, ha stabilito fin dalla notte dei tempi delle regole comportamentali per ogni creatura al fine di mantenere un equilibrio favorevole alla vita stessa su tutto il pianeta. Questo significa che anche per quanto riguarda l’alimentazione di ogni specie vivente sia scritto nel DNA di ogni creatura un “manuale di istruzioni nutrizionali” da seguire per mantenere il benessere del proprio organismo. Questo è ciò che si intende quando si parla di alimentazione specie specifica di un dato animale. Questo manuale si è evoluto e tutt’ora evolve con ogni creatura, attraverso i millenni, e nel caso dell’homo sapiens sapiens, attraverso circa quattro milioni di anni di evoluzione. Numerosi studi hanno dimostrato che al fine di modificare un genoma in base ai cambiamenti alimentari siano indispensabili non meno di 250.000 anni. Questo per noi significa che la maggior parte degli “alimenti” che abbiamo imparato a mangiare dall’avvento dell’agricoltura e dell’allevamento in poi (quindi da non più di 15.000 anni a questa parte) non hanno avuto il tempo di incidere sul nostro dna al punto da creare un adattamento genetico agli stessi, se non purtroppo attraverso le patologie. Sul banco degli imputati come alimenti non specie specifici perciò troviamo:

  • qualsiasi cosa di origine industriale, ovviamente. Cibi raffinati, o processati, confezionati, contenenti coloranti, alcool, zuccheri e conservanti.
  • cereali
  • latticini
  • legumi

In particolare per quanto riguarda gli ultimi tre menzionati mi rendo conto che ad oggi moltissime persone restano sorprese e scettiche quando dico loro che sarebbe bene eliminarli dalle proprie abitudini alimentari (o quantomeno drasticamente diminuirli. Certamente in presenza di patologie vanno comunque proprio eliminati). Tuttavia, nonostante la diffusa sorpresa di fronte a queste affermazioni, non faccio che ribadirne la veridicità, e la conseguente importanza. Sono ormai centinaia gli studi scientifici che dimostrano, ad esempio, gli effetti devastanti del glutine sulla mucosa intestinale, e numerosissimi sono anche gli studi che approfondiscono l’interazione di tanti altri antinutrienti contenuti in latticini e legumi (saponine, lectine, galattosio…) con la barriera intestinale. L’homo sapiens sapiens (ossia NOI) appartiene al genere Homo, di cui è l’unica specie vivente, nonché alla famiglia degli ominidi e all’ordine dei primati. Questo vuol dire che come tale l’animale uomo è per volontà di Madre Natura, fondamentalmente, un raccoglitore e cacciatore.
La sottoscritta ha sofferto per molti anni di una forma di acne abbastanza grave, che dopo anni di inutili pellegrinaggi tra numerose cliniche dermatologiche, è riuscita a scomparire solo adottando uno stile alimentare come sopra descritto. Una dieta evolutiva per l’appunto, che desse ampio spazio ai vegetali (almeno i due terzi dell’alimentazione quotidiana dovrebbero essere dati da verdura e frutta), che contribuiscono a mantenere il ph alcalino, fondamentale per il benessere psicofisico, e traendo l’apporto proteico da fonti animali buone (carne possibilmente grass fed, pesce e uova). Nell’ottica di questa importante rieducazione alimentare, i lavaggi intestinali effettuati con l’idrocolonterapia (che ad oggi continuo ad effettuare almeno due volte al mese) hanno definitivamente contribuito alla scomparsa della patologia tanto combattuta per molti anni. Questo perché cambiare regime alimentare permette senza dubbio di smettere di inquinare l’intestino con cibo non specie specifico (che consumato negli anni crea appunto la permeabilità intestinale di cui sopra descritto) ma va detto che quasi sempre ciò che di sbagliato si è consumato nel frattempo durante gli anni precedenti resta attaccato alle pareti del colon stesso, formando assieme al muco intestinale delle incrostazioni, o dei fecalomi, che possono essere definitivamente rimossi solo attraverso dei cicli di idrocolonterapia. Quanto scrivo e dico non intende minimamente essere qualcosa che va a sostituire delle cure mediche o farmacologiche specifiche, sebbene la mia personale opinione sia che prevenire è meglio che curare, e prevenire significa creare con il proprio corpo un rapporto amorevole di armonia e ascolto, basato sulla comprensione delle leggi naturali che lo compongono e lo tengono in buona salute. Il libero arbitrio è forse la caratteristica unica che ci distingue tra tutte le creature del pianeta terra, ed è al buon uso di quest’ultimo che si appella in chi legge quando descrivo.

Nel darvi appuntamento al nostro prossimo approfondimento in merito alla salute del nostro secondo cervello, vi auguro amore per voi stessi e fiducia nelle vostre capacità, che senza dubbio alcuno sono sempre i primi e fondamentali gradini verso qualsiasi tipo di guarigione.

 

Serena Cavallari